Cosa fare dopo gli studi universitari?
Dopo aver completato gli studi universitari in Psicologia Clinica, Domenico Calzone si è trovato davanti a una delle decisioni più importanti della sua carriera: come proseguire il suo percorso formativo.
“Le opzioni erano molteplici,” racconta Domenico, “tutte ugualmente interessanti, ma scegliere il tirocinio giusto non è stato per nulla facile. Mi sentivo combattuto tra diverse possibilità, ognuna con i suoi pro e contro.”
La svolta è arrivata agli inizi del 2023, quando, grazie a una comunicazione della sua università, ha scoperto Laborplay. “Mi ha colpito immediatamente l’originalità del progetto e l’approccio innovativo che proponevano. Sapevo che poteva rappresentare un’occasione unica per me.”
Questa scoperta si è rivelata un punto di svolta, che l’ha orientato verso un settore della psicologia che avrebbe trasformato non solo il suo percorso formativo, ma anche la sua visione del lavoro e delle competenze professionali.
La prima esperienza con la Gamification
Prima del tirocinio con Laborplay, Domenico aveva sentito parlare di gamification e di strumenti game-based, ma non aveva mai avuto l’occasione di esplorarli da vicino.
“Durante i miei studi universitari,” spiega, “questi concetti erano stati trattati solo superficialmente. Mi affascinava l’idea di utilizzare il gioco per lavorare sulle competenze delle persone, ma non avevo mai visto in pratica come ciò potesse avvenire. “Entrare in questo mondo ha rappresentato una novità entusiasmante, tanto da spingere Domenico a mettersi in gioco (letteralmente!) con entusiasmo. “Era un approccio completamente diverso rispetto a quello accademico e teorico a cui ero abituato. Qui c’era spazio per la creatività, la sperimentazione e l’interazione diretta con le persone.”
L’inizio dell’avventura con Laborplay
“Dunque sono stato accolto nella piccola ma grande famiglia di Laborplay, guidato dalla dedizione di Chiara Vinchesi, Benedetta Biagini e Gianni Costantino,” ricorda Domenico. “Sin dai primi giorni, mi sono sentito parte integrante del team, pur essendo all’inizio del mio percorso.”
I primi compiti assegnati a Domenico sono stati osservare gli interventi del team e supportare la creazione di contenuti per le piattaforme aziendali. “Non mi sono mai sentito un semplice stagista,” sottolinea. “Ogni attività che svolgevo era considerata importante, e ricevevo sempre feedback utili a migliorarmi.”
Con il passare del tempo, Domenico ha avuto la possibilità di assumere ruoli più attivi, fino a diventare formatore sul campo. Questo passaggio si è rivelato una sfida importante, ma anche una grande opportunità di crescita personale e professionale.
Il potere del gioco
“Se qualcuno mi avesse detto pochi mesi prima che sarei stato in grado di gestire una formazione utilizzando strumenti game-based, non ci avrei creduto!” confessa Domenico. L’aspetto più sorprendente è stato scoprire quanto il gioco fosse in grado di rivelare competenze nascoste nei partecipanti e migliorare il loro coinvolgimento. “Vedere le persone aprirsi, collaborare e mostrare il meglio di sé grazie a un’attività ludica è stato incredibile. È qualcosa che non avevo mai sperimentato prima, e che mi ha fatto apprezzare ancora di più questo approccio.”
Riconoscere e sfruttare le proprie competenze
Uno degli elementi più gratificanti del tirocinio è stato il costante dialogo con i colleghi, che ha permesso a Domenico di sentirsi valorizzato per le sue specifiche competenze.
“Mi sono sentito ascoltato e apprezzato,” racconta. “In particolare, la mia conoscenza della lingua inglese è stata riconosciuta e utilizzata in modo efficace. Questo mi ha permesso di partecipare a formazioni e attività dove il mio contributo era davvero utile.”
Lavorare in un ambiente che mette al centro le persone ha reso il percorso ancora più arricchente. “Laborplay non è solo un luogo di lavoro: è una comunità in cui ognuno è incoraggiato a dare il meglio di sé.”
La svolta nel suo percorso: lavorare nella formazione
Alla fine del suo percorso con Laborplay, Domenico si è scoperto molto più sicuro di sé. Ha migliorato sia le sue capacità nell’analisi dei gruppi, sia nella loro gestione. Questa nuova fiducia lo ha spinto a proseguire nel mondo della formazione, dove attualmente opera come facilitatore in corsi di apprendistato.
“È un ambito che mi appassiona molto,” afferma. “Il contatto diretto con le persone, vedere i progressi che fanno grazie alle attività proposte: è una soddisfazione enorme.”
La psicologia clinica: primo amore e riscoperta
Nonostante l’amore per la formazione, Domenico non ha abbandonato il suo primo interesse: la psicologia clinica. Attualmente, infatti, lavora come insegnante di sostegno, un ruolo che gli permette di mettere in pratica molte delle competenze acquisite durante il tirocinio. Inoltre, si prepara a iniziare una nuova avventura con la scuola di specializzazione in psicoterapia, un passo fondamentale per la sua crescita professionale.
Laborplay: non solo un tirocinio
L’esperienza di Domenico in Laborplay è stata molto più di un semplice tirocinio formativo. Gli ha permesso di esplorare nuovi approcci alla psicologia, acquisire competenze uniche e cambiare il suo modo di vedere il lavoro.
“Grazie a Laborplay, ho scoperto una parte di me che non conoscevo,” conclude. “Ho imparato quanto sia importante mettersi in gioco, letteralmente, per crescere sia come professionista che come persona.” Cosa si potrebbe chiedere di più da un tirocinio formativo?
Domenico Calzone in breve
Psicologo clinico formatosi presso le Università degli Studi di Padova e Bergamo, ha lavorato all’interno del contesto Laborplay come facilitatore e formatore nell’ambito delle soft skills. Attraverso un approccio pratico e innovativo, Domenico si dedica a valorizzare la comunicazione e la collaborazione dei gruppi con l’utilizzo di strumenti game-based.

