Smooth on the Water: la motivazione è una questione di equilibrio

Ci sono giochi che nascono per sfidarsi, e giochi che nascono per capirsi.
Smooth on the Water appartiene a questa seconda categoria, anche se per farlo bisogna passare dal confronto della sfida.
Un’esperienza nata da un’intuizione di Angela Bontempelli e Chiara Vinchesi – colleghe, compagne di cultura nerd e partner in crime nei giochi da tavolo – che hanno deciso di unire due bisogni provati da entrambe: il desiderio di raccontare un’esperienza autentica e rigenerante come un percorso nella natura incontaminata, e il gusto per la sana competizione e strategia, quella buona, che spinge a conoscersi ancora di più.

Il risultato? Un gioco cooperativo e competitivo allo stesso tempo, dove si vince solo se si riesce a restare in equilibrio, e il trucco per farlo è l’inclusione!

Un fiume, mille direzioni

Smooth on the Water mette i partecipanti a bordo di una grande canoa immaginaria, ognuno con un’idea diversa di “viaggio ideale”: c’è chi vuole l’adrenalina delle rapide, chi sogna il silenzio della natura, chi vuole fotografare tutto e chi pensa solo a non bagnarsi. L’obiettivo è far sì che alla fine del viaggio, tutti si siano divertiti, ma chi riuscirà a indirizzare maggiormente la canoa verso la sua meta preferita? E cosa succede quando non siamo allineati sulla direzione da prendere?

Si può discutere, convincere, negoziare, cercare compromessi, alleanze, soluzioni.

Oppure forzare la barca, remando più forte degli altri.

Dunque, cosa faremo?

Un debrief tra motivazione e psicologia di gruppo

Durante questo viaggio, tutto è metafora: gli scenari, le preferenze, il portare a bordo e anche il tirare i remi in barca. Smooth on the Water diventa così un laboratorio esperienziale per esplorare cosa significa per noi benessere, i principi della Self Determination Theory e la sicurezza psicologica.

Pur nella sua leggerezza, dunque, il gioco allena competenze profonde:

  • Persuasione, per riuscire a negoziare la direzione e far sentire la propria voce;
  • Visione strategica, per capire quando agire e quando lasciare che sia la corrente – o gli altri compagni – a guidare la canoa;
  • Flessibilità, per accogliere le differenze e trasformarle in risorse;
  • Orientamento all’obiettivo, per definire cosa significa davvero “arrivare” per tutti e tracciare la rotta più efficiente per raggiungere il risultato individuale e comune;
  • Capacità relazionali, per costruire fiducia in un contesto dinamico e fluido.

Un gioco per ricordarci che…

Smooth on the Water non è solo un’attività formativa, valutativa o di team building, ma una vera e propria metafora della vita organizzativa.
Perché, come su una canoa che scende il fiume, anche nei team il successo nasce dall’equilibrio tra direzione e ascolto, velocità e consapevolezza, libertà e cooperazione.

E quando la barca finalmente scivola dritta sull’acqua, tra una risata e una stretta di mano, tutti capiscono che la vera vittoria non è arrivare primi — ma arrivare insieme.

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