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Metal Gear Solid e le soft skill

la foto di copertina del blog con il titolo metal gear solid

Approdato su un isolotto nella gelida Alaska, Solid Snake deve scongiurare un attentato terroristico architettato da un’unità di soldati ribelli degli Stati Uniti: la FOXHOUND. L’obiettivo dei ribelli è quello di impadronirsi di una potente macchina da guerra dotata di missili a testata nucleare.

Siamo nel 1998 è questa non è la trama di un film d’azione ma l’inizio di uno dei videogiochi più iconici della storia videoludica. Stiamo parlando di Metal Gear Solid pubblicato dalla Konami Entertainment Japan per console PlayStation.

Il gioco sarà il capostipite di un particolare stile di gioco che viene definito “stealth” (furtivo) dove, diversamente dai classici giochi d’azione e almeno in un primo momento, il giocatore deve cercare di evitare uno scontro diretto con i nemici.

Le poche risorse da gestire, quali proiettili o cure mediche, rendono infatti difficile una guerra aperta alla John Rambo puntando invece su un approccio più riflessivo e cauto. Nei panni di Solid Snake il giocatore deve quindi strisciare attraverso condotti di aereazione, nascondersi con uno scatolone o aspettare il momento giusto per cogliere il nemico alle spalle e metterlo fuori gioco.

Il grande successo del videogioco, arrivato a vendere più di 6 milioni di copie in tutto il mondo, è però sicuramente dovuto alla grande creatività dell’ideatore e direttore Hideo Kojima. È grazie a lui, infatti, che i personaggi che incontriamo durante l’avventura riescono a vivere di vita propria facendoci appassionare alla trama. Ognuno di loro ha alle spalle una storia che lo caratterizza e lo rende unico nel modo di interagire con il giocatore.

Durante il gioco, il protagonista incontra la bella Meryl Silverburgh, lo scienziato Otacon e un misterioso Ninja (un ninja-cyborg per l’esattezza!) ma soprattutto si confronta con i temibili membri della FOXHOUND. Inoltre, con una speciale trasmittente può prendere contatto con il Colonnello Roy Campbell, in comando alla missione, e una squadra di esperti in suo supporto che danno vita a innumerevoli dialoghi e siparietti.

Un ‘semplice’ gioco come Metal Gear Solid stimola in modo efficace diverse competenze trasportabili nel mondo professionale.

per scoprire il metodo Laborplay

Vogliamo fare una piccola descrizione di alcuni dei personaggi più simbolici così da poter dare a tutti, anche a chi non ha giocato a Metal Gear Solid, la possibilità di poter conoscere meglio il videogioco e di immedesimarsi in alcuni di loro. Abbiamo evidenziato una soft skill appartenente al modello teorico PLAY, una per ogni quadrante.  “Tu in quale personaggio ti riconosci?”

Meryl Silverburgh

Cresciuta in una famiglia di militari, si dedica fin da piccola all’arte della guerra utilizzando già ad otto anni le prime armi. Fin da piccola sogna di entrare nella FOXHOUND, tanto da tatuarsi il loro simbolo sul braccio. Quando finalmente viene convocata nella squadra speciale si rifiuta di prendere parte alla ribellione per non tradire i suoi ideali e viene imprigionata.  Perseveranza P

Solid Snake

È un soldato mercenario chiamato a risolvere la ribellione della FOXHOUND, dovrà districarsi tra gestione delle risorse e scontri a fuoco diretti. Non mancherà di dover prendere decisioni importanti. A lui è affidato il compito di sventare la minaccia nucleare incombente.  Visione Strategica L

Hal Emmerich “Otacon”

Incarna l’immagine dell’otaku giapponese. La dedizione e gli studi lo portano a diventare il capo ingegnere del progetto Metal Gear REX. Le sue abilità saranno il suo tormento: è riuscito a creare la più grande arma di distruzione di massa.  Accuratezza A

Mei Ling

Incaricata di gestire le comunicazioni con Solid Snake è anche il mezzo con il quale i game designer hanno deciso di permettere il salvataggio dei progressi nel gioco. Diventa così un punto di riferimento per il giocatore che può chiamarla nel momento del bisogno. Durante un dialogo dirà: “Non scordarti di salvare anche i tuoi ricordi su di me.” Capacità relazionali Y

Vulcan Raven

Di origine Inuit, è nato in Alaska. Il suo fisico possente gli permette di portare a braccio una pesante mitragliatrice solitamente montata su elicotteri o a terra.  Considerato un saggio sciamano dal suo popolo, è circondato di corvi che rappresentano la creazione. “Il mio spirito ti osserva.” Energia P

Sniper Wolf

Affascinante cecchino che ha vissuto fin da piccola la guerra. Nata in Iraq ma di origini curde, il suo nome deriva dall’amore per i lupi. Diversamente dagli altri cecchini lei lavora da sola. Riesce a rimanere appostata per lunghi periodi anche al freddo dell’Alaska pur di portare a termine la sua missione. Obiettivo P

Revolver Ocelot

È il vicecomandante della FOXHOUND noto anche come Shalashaska. Abile pistolero russo che veste i panni di un cowboy, le sue armi preferite sono le Colt Single Action, le classiche rivoltelle dei film western. Esperto in torture ed interrogatori. Persuasione L

Psycho Mantis

Possiede poteri psichici ed è in grado di leggere la mente. Indossa una maschera antigas per “proteggersi” dai pensieri degli altri; prevede ogni mossa dell’avversario. Con i suoi poteri sarà in grado di muovere il controller del giocatore grazie alla funzione vibrazione. L’idea di Kojima di infrangere la quarta parete sarà anche l’unico modo che il giocatore avrà di vincere lo scontro. Analisi e sintesi A

Decoy Octopus

Abile spia. Difficile indentificare questo personaggio. Esperto in travestimenti ha portato l’arte del camuffamento a livelli estremi a tal punto di mozzarsi orecchie e naso per meglio truccarsi e somigliare all’obiettivo. Lo incontriamo senza saperlo durante la storia. Flessibilità A

Gray Fox (Ninja)

Personaggio misterioso dal passato oscuro. Del suo corpo umano rimane ben poco a causa delle ferite riportate in battaglia. Indossa un esoscheletro che serve a compensare gli arti mancanti. Maestro delle arti marziali e abile spadaccino, ha sempre combattuto per quello in cui credeva. Resilienza Y

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