Il viaggio di Arianna Girard: psicologa del lavoro, founder di una società e infine Laborplayer!

Arianna Girard, classe ‘83, laureata in Psicologia del Lavoro all’Università di Pavia, ha iniziato come libera professionista. Ha fondato una società di consulenza aziendale per la formazione del personale e si è occupata di divulgazione scientifica tramite una casa editrice.

“Ho avuto modo di collaborare con molte aziende, dalle piccole alle grandi imprese di Milano. Nel frattempo, ho scelto di continuare a crescere e mi sono iscritta alla scuola di specializzazione del Centro Milanese di Terapia della Famiglia, che segue un approccio sistemico-relazionale.”

Nel 2020, con il lockdown, ha deciso di cambiare percorso e si è unita a Laborplay, dove lavora da oltre un anno e mezzo. 

La sua esperienza unisce psicologia clinica e consulenza, in un percorso di crescita personale e professionale continuo.

Cosa ami di più del tuo lavoro di Laborplayer?

Qual è per te l’aspetto più stimolante di lavorare in Laborplay?

Arianna conosce profondamente la realtà di Laborplay e fatica a ridurre tutto a un solo aspetto.

“Non è una domanda facile perché lo stimolo si rigenera continuamente, grazie al fatto che amo ciò che faccio e le persone con cui collaboro. Realizzare idee insieme a colleghi talentuosi e all’interno di contesti professionali sfidanti ci permette di ispirarci reciprocamente. Spesso da un’idea nata casualmente si arriva a sviluppare un vero progetto. Inoltre, avere a che fare con aziende di alto livello ci consente di portare valore nei loro contesti e, di riflesso, nel nostro.”

Qual è la tua mad skill?

Qual è la tua abilità unica, quella che ti distingue?

Per Arianna, la continua ricerca di qualità ed eccellenza non è solo un’aspirazione, ma una certezza: non si arriva mai veramente, c’è sempre un nuovo traguardo da raggiungere.

“Forse la mia capacità di essere molto determinata e di trovare soluzioni non convenzionali. Mi piace mettermi in gioco, migliorarmi costantemente e interrogarmi su come fare meglio e diversamente.”

Soft skill: i mai più senza

Qual è la soft skill da sviluppare prima e dopo i 30 anni?

I contesti lavorativi d’oggi sono imprevedibili ed è richiesta una grande flessibilità per cogliere le opportunità che un ambiente ti dà nel qui ed ora, che non significa solo sapersi adattare.

“Io sono una fan della capacità di saper leggere i contesti e saper adeguare il proprio comportamento e stile in base al contesto in cui ci si trova. Significa essere critici e analitici e anche saper uscire dalla propria area di comfort.“

Se fossi un oggetto quale saresti e perché?

Quale oggetto assume per te un significato rilevante?

Arianna, cresciuta tra aghi e fili, si sente rappresentata da una macchina da cucire.

“Perché tiene insieme i pezzi e permette di creare abiti unendo tessuti con determinazione e costanza. Puoi scegliere diverse velocità, fili e punti, ma la precisione è sempre al centro.”

Progetti significativi di Laborplay

C’è un progetto a cui sei particolarmente legata?

Per Arianna, cruciali sono stati i progetti che hanno richiesto un confronto continuo con i colleghi e diversi momenti di team building nel corso dell’anno.

“I progetti dedicati alla cura delle nostre relazioni interne sono stati fondamentali. Ricordo momenti speciali come l’evento di Marzabotto o il compleanno in discoteca. Uno dei progetti chiave è stata l’Operazione del Ciabattino, che ci ha permesso di focalizzarci sulla nostra crescita interna. Ci siamo dati feedback reciproci e siamo diventati tutti attori protagonisti della nostra crescita professionale. Questo ha reso Laborplay più coeso e ci ha permesso di offrire servizi migliori ai nostri clienti.”

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