Supportare o sopportare, questo è il dilemma

capacità di supporto

(di Nino Cannizzaro)

Cosa significa capacità di supporto?

Almeno una volta nella vostra carriera avete allenato la capacità di supporto. Ad esempio avete prestato aiuto a un collega, e viceversa lo avete ricevuto quando ne avevate bisogno. 

“Supportare”, un’azione che non va confusa con “sopportare”: il supporto infatti è sinonimo di sostegno e appoggio. Spesso, immaginiamo questa capacità in un contesto d’aiuto, come sorreggere qualcuno a camminare. Ma cosa succede se trasportiamo questa idea nel quotidiano e, soprattutto, sul lavoro? La capacità di supporto è prova del nostro modo di sostenere gli altri nelle difficoltà, di offrire aiuto in un momento di bisogno o semplicemente di essere un punto di riferimento. È una qualità che ha un ruolo cruciale sia nelle relazioni personali che professionali.

La capacità di supporto nel contesto lavorativo

Nel contesto aziendale, le relazioni si basano principalmente su una collaborazione finalizzata a raggiungere obiettivi comuni. 

Ad esempio, mettere in pratica la nostra capacità di supporto significa:

  • Sostenere i colleghi durante momenti critici come scadenze o cambiamenti organizzativi.
  • Aiutare colleghi meno esperti nell’uso di strumenti digitali.
  • Offrire un punto di vista esterno per migliorare un progetto complesso.

Un team che funziona si basa sulla fiducia e il supporto

Sul luogo di lavoro, la costante che caratterizza le interazioni con i colleghi è la produttività. Le relazioni che intrecciamo si costruiscono in primo luogo in un’ottica di collaborazione finalizzata a un obiettivo professionale. 

Ma la produttività non basta e spesso creare una rete di relazioni basate sulla fiducia reciproca e sul supporto è soltanto il primo tassello per la costruzione di un clima lavorativo fertile per il raggiungimento di obiettivi condivisi. L’efficacia di un team infatti si misura anche nella capacità di affrontare le difficoltà e di saper affrontare i cambiamenti, come cali di produttività, tagli di budget, modifiche di processi. Condividiamo tante ore con i colleghi, creando inevitabilmente situazioni in cui supporto e fiducia diventano fondamentali per poter portare avanti i progetti.

Dare supporto e ricevere supporto sul lavoro

Qual è l’equilibrio giusto? “In medio stat virtus”, la virtù sta nel mezzo! 

Occorre trovare il giusto bilanciamento tra dare e ricevere, collaborare in modo consapevole lasciando spazio agli errori altrui. Possiamo essere realmente di supporto anche sapendo dosare i nostri “si”, negoziando quello che diamo da quello che ci aspettiamo di ricevere. Viene alla mente l’ormai inflazionato studio di Adam Grant sulle tipologie di persone in un contesto lavorativo. In prima battuta ci sono quelli che chiedono, sempre, anche quando non ne hanno realmente bisogno. Ci sono poi quelli che al contrario sono i primi a dare anche incondizionatamente. In ultimo la figura virtuosa dell’equilibrato, ovvero, di quella persona capace di limitarsi nel chiedere ma che riesce a dare tenendo d’occhio le proprie priorità in relazione a quelle dell’azienda.

La capacità di supporto si può allenare 

Sapevi che possiamo mettere in gioco la nostra capacità di supporto?
Al pari di altre competenze trasversali è possibile valutarla e svilupparla! Come? Attraverso la Gamification!

Un esempio è fornito da Space Team: il gioco consiste nel mettersi nei panni di viaggiatori interplanetari. I viaggi nello spazio, si sa, sono pericolosi e ricchi di insidie. Il supporto tra i membri del team è fondamentale per sopravvivere e con questo gioco è possibile allenarlo. Tra manovre da eseguire, decisioni da prendere e psicobarriere da inserire, ascoltare il Comandante e supportarlo nelle fasi più concitate è necessario per mettere in salvo l’astronave. 

Conclusione: come eserciti la tua capacità di supporto sul lavoro?

Vorrei chiudere l’articolo con una riflessione per te, lettore o lettrice: sulla base della tua esperienza, che clima si respira nel tuo team? Ovvero, riesci a percepire il supporto che gli altri ti danno, hai la sicurezza psicologica di chiedere aiuto? O al contrario sei solo tu a offrire supporto mentre i colleghi non ricambiano? 

Prova a riflettere sull’uso che fai della tua capacità di supporto per gli altri.

Ma considera anche quanto e come vieni aiutato dalle persone che lavorano con te. 

Il tuo team è pronto per un viaggio così rischioso?

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