Dal videogioco all’azienda: cosa ci racconta League of Legends sulle soft skills

League of Legends non è soltanto un videogioco competitivo: è una gigantesca simulazione di collaborazione, comunicazione e strategia. Ogni partita mette alla prova la capacità di prendere decisioni rapide, gestire le emozioni, adattarsi al cambiamento e cooperare con un gruppo di individui molto diversi tra loro. In altre parole, è un laboratorio dinamico dove le soft skill diventano decisive tanto quanto la meccanica di gioco.

Applicando la lente del modello PLAY possiamo leggere i campioni di League of Legends come metafore del mondo del lavoro moderno. Ogni campione rappresenta una dimensione diversa: l’iniziativa e la spinta energetica (Powered), la guida e l’ispirazione (Leader), la precisione e l’organizzazione (Accurate), la collaborazione e la resilienza (Easy).
Vediamo come questi concetti prendono vita attraverso quattro figure iconiche del mondo di Runeterra.

Powered e Vi: l’energia che abbatte gli ostacoli

Quando pensiamo alla parola Powered, pensiamo immediatamente a Vi, l’enforcer di Piltover.
Vi è il simbolo della spinta propulsiva che trasforma l’idea in azione.
Non aspetta che le condizioni siano perfette: agisce, sperimenta, corregge in corsa. Nel linguaggio organizzativo, Vi rappresenta il collaboratore che spinge il gruppo in avanti, anche quando la direzione non è chiara.
È il motore del cambiamento, quello che rompe l’inerzia e rende i progetti reali.
In lei troviamo l’audacia, la determinazione e la fiducia in sé: qualità che accendono l’iniziativa e che permettono di affrontare anche gli obiettivi più impegnativi con coraggio operativo.

Leader e Garen: la voce dell’esempio e della responsabilità

Se Vi è l’impulso, Garen è la stabilità.
Discendente della casata Crownguard e simbolo della disciplina di Demacia, Garen incarna la leadership che resta salda anche quando tutto vacilla.
La sua forza non è nella rabbia, ma nella coerenza, nell’onore e in un profondo senso del dovere.

In battaglia è il primo a farsi avanti e l’ultimo a lasciare il campo.
Quando brandisce la sua spada e il suo grido “DEMACIA!” risuona, non è solo un richiamo alla patria, è un atto di fiducia collettiva, un segnale che unisce e risveglia il coraggio di chi lo segue.

Nel modello Leader, Garen rappresenta la direzione nel caos, la forza motivante che guida attraverso l’esempio e non l’imposizione. È colui che tiene insieme principi e risultati, che trasforma i valori in azione.La sua leadership non cerca applausi: li genera naturalmente, nel silenzio della coerenza e nella fermezza dell’impegno.
Perché la vera guida, come il grido di Garen, non serve a imporsi sugli altri, ma a ricordare a tutti chi sono e per cosa combattono.

Accurate e Caitlyn: la precisione che costruisce risultati

L’universo di Piltover non poteva offrirci figura migliore di Caitlyn, lo Sceriffo più acuto della città, per rappresentare la dimensione Accurate.
Caitlyn è analitica, razionale, e guidata da una logica impeccabile. Ogni sua azione è preceduta da una valutazione, ogni decisione nasce da una visione di insieme.

Nel contesto lavorativo, Caitlyn rappresenta chi pianifica e struttura, chi sa leggere le dinamiche complesse e scomporle in azioni efficaci.
È il profilo che non si lascia travolgere dall’urgenza, ma costruisce soluzioni solide e sostenibili.
La sua forza è l’equilibrio tra ordine e adattamento: segue il piano, ma sa quando è il momento di riscriverlo.

Easy e Jinx: la resilienza della creatività e il potere della connessione

A prima vista, Jinx sembra l’opposto della calma e dell’armonia. Impulsiva e fuori dagli schemi, vive tra esplosioni e improvvisazioni.
Eppure, proprio la sua capacità di restare se stessa anche nel caos la rende un simbolo della dimensione Easy: quella che riguarda l’autenticità nelle relazioni e la capacità di creare legami veri anche nei momenti difficili.

Nel linguaggio delle soft skill, Easy non significa “facile”, ma capace di stare con gli altri senza maschere.
Jinx rappresenta il collega che porta spontaneità e umanità, che aiuta il gruppo a restare unito attraverso l’umorismo, la sincerità e il sostegno reciproco.
Nel lavoro, come nella vita, la fiducia nasce da momenti genuini e Jinx ci ricorda che anche la vulnerabilità può essere una forma di forza collettiva.

Un team, quattro dimensioni: la sinergia del modello PLAY

Vi, Garen, Caitlyn e Jinx non rappresentano solo quattro stili di gioco: incarnano quattro modi di essere e di lavorare. 

  • Vi ci insegna a prendere iniziativa e a rischiare con coraggio (Powered). 
  • Garen ci mostra come guidare con relazione e visione (Leader). 
  • Caitlyn rappresenta la precisione e la pianificazione che portano risultati sostenibili (Accurate). 
  • Jinx, infine, ricorda che senza connessione emotiva e genuinità, anche la squadra più disciplinata può crollare (Easy).

Come in una partita di League of Legends, anche nelle organizzazioni il successo nasce dalla sinergia. Non serve un team di soli “Vi”, pieni di iniziativa ma privi di direzione; né un gruppo di soli “Caitlyn”, precisi ma poco propensi al gruppo. Serve equilibrio: un mix di energia, carisma, metodo e relazione.

Il modello PLAY ci invita a riconoscere quale parte di noi emerge nel gioco, o sul lavoro, e quale invece andrebbe allenata. Ogni campione, come ogni persona, possiede potenzialità latenti: individuarle e allenarle è la chiave per costruire non solo vittorie, ma crescita.

In League of Legends, vincere da soli è impossibile. Serve strategia, comunicazione, adattamento. Lo stesso vale nel mondo reale: ogni organizzazione è un’arena dove personalità diverse devono trovare un ritmo comune. Il modello PLAY ci aiuta a capire come armonizzare queste diversità, trasformandole in forza collettiva.

In fondo, che si tratti di abbattere torri o di portare avanti un progetto aziendale, il principio è lo stesso: i team che vincono sono quelli che combinano potenza e riflessione, precisione e spontaneità, autonomia e collaborazione.


E proprio come su Summoner’s Rift, anche nel lavoro la partita più importante non si gioca contro gli altri, ma insieme agli altri.

Condividi questo articolo

Altri articoli

Videogiochi e diversità culturale
Psicoludologia

Giocare senza confini: come i videogiochi insegnano alle aziende a fare squadra con la diversità culturale

Esplora come i grandi studi di sviluppo videoludico abbiano costruito modelli concreti per integrare la diversità culturale nel processo creativo, dall’ingaggio di consulenti storici e culturali alla gestione del disaccordo interno. Scopri come importare quel pattern, con sette best practice operative per chi gestisce team multiculturali o processi creativi che richiedono prospettive diverse.

Il sogno che si gioca - Laborplay
Videogame Therapy

Il sogno che si gioca: Video Game Therapy®, inconscio interattivo e catarsi dal Sé nell’era digitale

La Video Game Therapy® rappresenta un’evoluzione fondamentale della psicologia contemporanea, trasformando il concetto di sogno da semplice rappresentazione simbolica passiva a vera e propria esperienza interattiva e incarnata. Attraverso l’integrazione teorica della psicologia adleriana e del modello Internal Family Systems (IFS), questa metodologia dimostra come titoli come Life Is Strange, Detroit: Become Human, Inside, Journey e Neva non siano soltanto opere narrative, ma efficaci paesaggi emotivi e strumenti pratici capaci di far emergere, osservare e rielaborare in tempo reale le dinamiche e i conflitti profondi del Sé.

Sei curioso di scoprire come possiamo "gamificare" la tua azienda?

IMG   min

Scopri il mondo dell'HR Gamification