Una giornata di assessment con Maserati Italia

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È il pomeriggio di una giornata estiva e ci troviamo con 15 persone collegate online su Zoom.

Nonostante il caldo furente, sorridono. Non timidamente, ma ringraziandosi l’un l’altro per quel comportamento che ha aiutato il gruppo ad affrontare le diverse prove svoltesi quella mattina.

Altro Zoom, ma questa volta sulla scena i candidati rappresentano i “vent’anni e una manciata” ma anche gli “zona trenta”, mentre quelli con i volti più provati siamo io e un mio collega assessor, intenti a osservare e a fiutare quei talenti che saranno i nuovi motori roboanti per un’azienda che proprio sui motori ci mette la firma: benvenuti in casa Maserati!

Quando ci chiedono un assessment ci sono tre aspetti a cui tengo in particolar modo:

  • Il primo è individuare, o scoprire assieme, quella risorsa che gli HR dell’azienda sognano e vorrebbero integrare nella propria popolazione aziendale
  • Il secondo, il mio preferito, è riuscire a creare quel clima che consenta al gruppo di candidati di esprimersi in scioltezza. Sembra, forse, un ossimoro il concetto “ti valuto ma ti voglio mettere a tuo agio”, in realtà è proprio il paradosso necessario per intravedere il potenziale di cui la persona è custode
  • Il terzo, cronologicamente, è il cosa si porta a casa il partecipante: una reciproca scelta (un contratto), un apprendimento e dei feedback. 

Se il primo aspetto è la traccia da seguire che attiva la dinamica, il secondo è la necessità che permette a noi consulenti e agli HR di fare meta, mentre il terzo è il motivo per continuare a correre.

per scoprire il metodo Laborplay

I risultati ottenuti con Maserati

Per quanto riguarda l’individuazione della risorsa, ovvero il primo punto, rispetto alle esigenze dei team Maserati siamo andati a limare e accordare i vari profili assieme ai loro manager e HR.

Per il secondo aspetto, ce la siamo giocata con le nostre competenze da psicologi e i nostri tool game-based più in linea: presentazioni out-of-the-box in inglese, scelta di gruppo su come andare a colonizzare Marte o su come ricostruire il palinsesto di una guida TV e via giocando.

Il terzo punto, continuato dalle meticolose premure di Elisa Gamba e del suo team, è l’inizio della nostra breve storia: tanti sorrisi e riconoscimenti su quello che l’altro, teoricamente un mio competitor per quella job position, mi ha ispirato nei giochi di gruppo. Giochi che non sono altro che comportamenti quotidiani lavorativi in un clima fatto di sorrisi, sudore e “leggerezza” Calviniana.

Come si conclude un assessment del genere?

In vario modo!

Una prima risposta viene dal nostro cliente “Laborplay ci ha fatto conoscere e apprezzare le grandi potenzialità dei serious game nel processo di selezione. Grazie al loro prezioso contributo siamo in grado di individuare i migliori talenti in modo coinvolgente, innovativo, totalmente digitale e divertente. Scoprire e valorizzare le competenze dei candidati all’interno della dimensione ludica rappresenta per il nostro lavoro un vero e proprio “game changer”!” (Elisa Valentina Gamba, Talent Acquisition &Employer Branding Manager, Maserati).Un secondo finale, invece, è l’invito arrivato al termine di una delle wave di selezione per Maserati nella quale i candidati, fino a quel momento sconosciuti, si erano incontrati: “Comunque ragazzi domani mi laureo, sarei davvero felice se passaste per brindare assieme!”.

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